Tre ferrovie regalano un’Italia diversa dal finestrino: le Alpi del Bernina, i vulcani dell’Etna e le montagne d’Abruzzo e Molise.
C’è un modo di viaggiare che non passa per l’aeroporto né per l’autostrada, e che restituisce il paesaggio nella sua interezza: passa per le ferrovie.
In Italia tre linee ferroviarie trasformano lo spostamento in destinazione: il Trenino Rosso del Bernina, la Ferrovia Circumetnea attorno all’Etna e la Transiberiana d’Italia tra Abruzzo e Molise. Percorsi diversi per geografia e storia, uniti dalla stessa promessa: guardare il territorio da un punto di vista che la strada non offre.
Ferrovie panoramiche: il Trenino Rosso del Bernina, tra vigneti e ghiacciai
Il percorso di questa ferrovia parte da Tirano, in Valtellina, e arriva a St. Moritz, in territorio svizzero. Sono 61 chilometri, 55 gallerie e 196 tra ponti e viadotti, tra cui il celebre viadotto elicoidale di Brusio.
La linea è patrimonio UNESCO dal 2008 e tocca il punto più alto del suo tracciato a Ospizio Bernina, a 2.253 metri, davanti al Lago Bianco. Da qui si può scendere a Morteratsch e raggiungere a piedi, in circa 50 minuti, l’omonimo ghiacciaio.
Il viaggio attraversa in poche ore vigneti terrazzati, borghi alpini come Poschiavo e Pontresina, e l’alta quota dell’Engadina. La prenotazione dei posti è obbligatoria e il biglietto si acquista tramite il sito ufficiale della Ferrovia Retica.
Ferrovie panoramiche: la Ferrovia Circumetnea, un giro intorno al vulcano
Delle ferrovie che proponiamo una è decisamente speciale. Alludiamo alla Circumetnea, in funzione dal 1898, corre per oltre 100 chilometri intorno al versante ovest e nord dell’Etna, da Catania a Riposto.
Il tratto più spettacolare è quello tra Adrano e Randazzo: dopo Adrano il treno sale tra i terrazzamenti di pistacchio di Bronte, poi entra in una distesa di roccia basaltica dove la colata lavica del 1981 si fermò a poche centinaia di metri dalle mura medievali di Randazzo. La stazione più alta della linea è Maletto, a circa 970 metri.
Nel 2026 la linea è interessata da lavori di ammodernamento e da alcune variazioni di percorso, con tratti serviti da bus sostitutivo. Prima di partire conviene controllare gli orari aggiornati sul sito ufficiale della Ferrovia Circumetnea.
La Transiberiana d’Italia, tra Appennino abruzzese e molisano
Il nome di questa ferrovia nasce da un articolo del 1980, quando il giornalista Luciano Zeppegno paragonò le nevicate abbondanti di questa linea a quelle della Transiberiana russa. La ferrovia Sulmona–Isernia, oggi chiamata anche Ferrovia dei Parchi, è lunga 128,73 chilometri e attraversa 58 gallerie, la più lunga delle quali misura oltre 3.000 metri sotto il Monte Pagano.
Il punto più alto si trova alla stazione di Rivisondoli–Pescocostanzo, a 1.268 metri, la seconda più elevata della rete ferroviaria italiana.
Chiusa al traffico ordinario dal 2011, la linea è oggi percorsa da treni storici con carrozze Centoporte e Corbellini degli anni Venti e Trenta, organizzati dalla Fondazione FS Italiane insieme all’associazione Le Rotaie. Il tragitto attraversa il Parco Nazionale della Majella e tocca borghi come Pescocostanzo, tra i più belli d’Italia, e Roccaraso.
Qualche informazione pratica
Il Trenino Rosso del Bernina viaggia tutto l’anno, con partenze regolari da Tirano. La Circumetnea è percorribile con biglietti a tratta acquistabili in stazione o tramite app.
La Transiberiana d’Italia segue un calendario di date stagionali, pubblicato sul sito della Ferrovia dei Parchi, ed è consigliata la prenotazione con largo anticipo per i mesi autunnali e invernali, i più richiesti per la neve e i colori del bosco.
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