La terza puntata del Cammino Francese: da Burgos alla Meseta castigliana, tra chiese romaniche, il Canale di Castiglia e leggende templari.
La Meseta, il tratto più silenzioso del Cammino Francese
Dopo la maestosa cattedrale di Burgos, il Cammino Francese entra nella Meseta castigliana, l’altopiano arido e sconfinato che per molti pellegrini rappresenta il tratto più duro, ma anche più intimo, dell’intero percorso verso Santiago. Campi di cereali a perdita d’occhio, borghi silenziosi e lunghi tratti senza ombra accompagnano questa terza puntata, dalla tappa tredici alla diciotto, fino alle porte di Sahagún, punto di mezzo simbolico dell’intero Cammino Francese.
Tappa 13: Burgos, Hornillos del Camino (circa 21 km)
Lasciata Burgos e il suo centro monumentale, il percorso attraversa Tardajos, borgo diviso in due quartieri con tre chiese dedicate a Santa Maria, alla Maddalena e all’Assunzione, e il vicino Rabé de las Calzadas, ultimo paese prima di addentrarsi nel nulla della Meseta.
Il sentiero sale sulla collina di Matamulos, tra pietre sciolte e pendii ripidi, per poi scendere verso Hornillos del Camino, minuscolo borgo nato interamente in funzione del Cammino, con un’unica strada principale che si conclude davanti alla chiesa parrocchiale. Qui è consuetudine fermarsi ad ammirare il tramonto sui campi dorati di cereali, uno dei momenti più suggestivi dell’intera tappa.
Da vedere: le chiese di Tardajos, la fontana di Praotorre lungo il cammino, la via principale e la chiesa parrocchiale di Hornillos del Camino.
Tappa 14: Hornillos del Camino, Castrojeriz (circa 20 km)
La tappa attraversa Hontanas, borgo raccolto attorno alla chiesa dell’Immacolata e sede dell’antico ospedale dei pellegrini noto come mesón de los Franceses, per poi raggiungere il convento di San Antón, oggi in rovina, i cui archi si gettano direttamente sul sentiero: un tempo l’ordine antonita curava qui i malati di ergotismo, chiamato allora fuoco di Sant’Antonio.
L’arrivo a Castrojeriz avviene ai piedi di una collina dominata dai resti di un castello medievale, mentre il lungo abitato si distende lungo un’unica via principale ricca di chiese e conventi, testimonianza di un passato di grande importanza sul Cammino Francese.
Da vedere: le rovine del convento di San Antón con gli archi sul sentiero, il castello e il centro storico di Castrojeriz.
Tappa 15: Castrojeriz, Frómista (circa 25 km)
Da Castrojeriz il Cammino Francese affronta subito la ripida salita all’Alto de Mostelares, da cui si gode una vista ampia sulla valle del Pisuerga, prima di scendere e attraversare il fiume sul ponte Fitero. Il percorso tocca Itero de la Vega e Boadilla del Camino, che conserva un rollo giurisdizionale, colonna di pietra medievale simbolo dell’autorità comunale.
Poi affianca per diversi chilometri il Canale di Castiglia, opera di ingegneria idraulica del Settecento costruita per il trasporto di cereali verso il mar Cantabrico. L’arrivo a Frómista è dominato dalla chiesa di San Martín, uno dei templi romanici meglio conservati d’Europa, fatta costruire nel 1066 dalla regina Doña Mayor, vedova di Sancho Garcés III di Navarra.
Da vedere: il rollo giurisdizionale di Boadilla del Camino, il Canale di Castiglia, la chiesa romanica di San Martín a Frómista.
Tappa 16: Frómista, Carrión de los Condes (circa 19 km)
Il percorso attraversa la Tierra de Campos, distesa di campi coltivati punteggiata da piccoli borghi, fino a Villalcázar de Sirga, dove sorge la chiesa di Santa Maria la Blanca, di possibile origine templare, con la sua cappella dedicata a Santiago tra le più notevoli dell’intero Cammino Francese.
L’arrivo a Carrión de los Condes, città di origine romana un tempo chiamata Lacobriga, permette di visitare il monastero di San Zoilo, la chiesa romanica di Santiago con la sua facciata scolpita da ventidue figure, e la chiesa di Santa Maria del Camino, risalente al dodicesimo secolo.
Da vedere: la chiesa templare di Santa Maria la Blanca a Villalcázar de Sirga, il monastero di San Zoilo, la facciata romanica della chiesa di Santiago a Carrión de los Condes.
Tappa 17: Carrión de los Condes, Terradillos de los Templarios (circa 27 km)
Una delle tappe più lunghe e solitarie del Cammino Francese segue il tracciato dell’antica Via Aquitania, strada romana che collegava Bordeaux ad Astorga, per oltre dieci chilometri privi di servizi. Poco distante si trovano i resti dell’abbazia di Benevivere, fondata nel 1065, e a Quintanilla de las Cuezas i resti di una villa romana.
A Lédigos merita una sosta la chiesa dedicata all’apostolo Santiago, raffigurato come pellegrino, apostolo e matamoros. La tappa si conclude a Terradillos de los Templarios, minuscolo borgo legato all’ordine templare, dove la leggenda popolare colloca la sepoltura della mitica oca dalle uova d’oro.
Da vedere: il tratto della Via Aquitania romana, i resti dell’abbazia di Benevivere, la chiesa di Santiago a Lédigos, il borgo templare di Terradillos de los Templarios.
Tappa 18: Terradillos de los Templarios, Sahagún (circa 13 km) e oltre
Da Terradillos il cammino attraversa Moratinos, con le sue caratteristiche cantine scavate nella roccia arenaria, e San Nicolás del Real Camino, prima di raggiungere Sahagún, città che segna simbolicamente il centro geografico dell’intero Cammino Francese: qui due statue, quella dell’imperatore Alfonso VI e quella dell’abate Bernardo de Sedirac, indicano il punto mediano esatto tra Roncisvalle e Santiago de Compostela.
Sahagún conserva importanti esempi di architettura mudéjar, come la chiesa di San Lorenzo e quella di San Tirso, costruite in mattone secondo uno stile che unisce tradizione cristiana e maestranze di origine islamica. Chi prosegue verso Bercianos del Real Camino attraversa ancora campi di cereali fino all’eremo di Nuestra Señora de Perales.
Da vedere: le cantine scavate di Moratinos, le statue che segnano il centro del Cammino a Sahagún, le chiese mudéjar di San Lorenzo e San Tirso.
Nella prossima puntata
Il nostro viaggio a puntate sul Cammino Francese prosegue oltre la Meseta, verso León e la sua cattedrale gotica, fino alle terre del Bierzo e alla salita verso la Croce di Ferro, ultimo grande valico prima della Galizia.
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