Il Cammino Francese continua alla volta di Santiago: da O Cebreiro a Palas de Rei, nel cuore della Galizia.
Dopo O Cebreiro il Cammino Francese attraversa Triacastela, Sarria e Portomarín fino a Palas de Rei, tra boschi e leggende galiziane.
Tappa 26: Villafranca del Bierzo, O Cebreiro (circa 28 km)
Da Villafranca del Bierzo il percorso può seguire due varianti: quella classica lungo la strada, più semplice ma trafficata, e quella per Pradela, più impegnativa ma immersa nel bosco e priva di traffico. Entrambe convergono verso Trabadelo e Vega de Valcarce, ultimi borghi della valle prima dell’ascesa.
Da Herrerías inizia la salita più dura dell’intero Cammino Francese, un dislivello di oltre 700 metri in pochi chilometri che conduce a La Faba e poi al confine tra Castiglia e León e Galizia, segnalato da un semplice cippo di pietra. Il tratto, spesso avvolto dalla nebbia, è considerato dai pellegrini un momento di forte intensità simbolica, quasi un rito di passaggio prima dell’ultima regione del cammino.
L’arrivo a O Cebreiro regala uno dei borghi più suggestivi dell’intero percorso: le pallozas, antiche abitazioni a pianta circolare con il tetto di paglia, di origine celtica e ancora oggi perfettamente conservate. Nella chiesa preromanica di Santa Maria la Real, la più antica del Cammino di Santiago, si custodisce il calice legato al miracolo eucaristico del quattordicesimo secolo che rese il borgo meta di devozione.
Da vedere: le pallozas celtiche di O Cebreiro, la chiesa preromanica di Santa Maria la Real, il confine tra Castiglia e León e Galizia a La Faba.
Tappa 27: O Cebreiro, Triacastela (circa 21 km)
Il cammino prosegue lungo la dorsale montuosa toccando Liñares e l’Alto de San Roque, dove una grande statua in bronzo raffigura un pellegrino piegato dal vento, immagine simbolo della fatica di questo tratto galiziano. Poco oltre si incontra Alto do Poio, punto panoramico tra i più elevati dell’intero percorso.
La discesa attraversa borghi rurali come Fonfría e Biduedo, con le loro case in pietra e i tetti di ardesia tipici dell’architettura galiziana, prima di raggiungere Triacastela, cittadina che deve il nome ai tre castelli medievali oggi scomparsi, un tempo punto di sosta strategico lungo la via verso Santiago.
Da vedere: la statua del pellegrino all’Alto de San Roque, i borghi rurali di Fonfría e Biduedo, il centro storico di Triacastela.
Tappa 28: Triacastela, Sarria (circa 18-25 km)
Da Triacastela il percorso si divide in due varianti. La prima, più breve, passa per San Xil tra boschi di castagni secolari. La seconda, più lunga ma culturalmente ricca, tocca il monastero di Samos, uno dei più antichi e grandi complessi monastici della Spagna, fondato nel sesto secolo e ancora abitato da una comunità benedettina.
Entrambi i tracciati convergono verso Sarria, città che segna un punto cruciale del Cammino Francese: trovandosi a poco più di 100 chilometri da Santiago, è qui che molti pellegrini iniziano il proprio cammino per ottenere la Compostela, distanza minima richiesta dalla tradizione giubilare.
Da vedere: il monastero di Samos, i boschi di castagni lungo la variante di San Xil, il centro storico di Sarria.
Tappa 29: Sarria, Portomarín (circa 22 km)
Il tratto tra Sarria e Portomarín è tra i più frequentati dell’intero Cammino Francese, complice l’inizio del percorso minimo per la Compostela. Il paesaggio attraversa boschi di querce ed eucalipti, piccoli borghi rurali e ruscelli, in un susseguirsi di saliscendi tipici dell’entroterra galiziano.
Portomarín sorge in una posizione particolare: l’abitato originario fu sommerso dalle acque del bacino artificiale del fiume Miño negli anni Sessanta, e la chiesa fortificata di San Nicolás, di origine templare, venne smontata pietra per pietra e ricostruita nella posizione attuale, sulla sommità del nuovo borgo.
Da vedere: la chiesa templare di San Nicolás, il ponte sul bacino del Miño, i resti visibili del vecchio abitato quando le acque sono basse.
Tappa 30: Portomarín, Palas de Rei (circa 25 km)
Da Portomarín il cammino risale verso Gonzar e Castromaior, dove sono visibili i resti di un castro celtico, insediamento fortificato precedente alla dominazione romana. Il percorso prosegue tra boschi ed è punteggiato da piccoli hórreos, i tipici granai in pietra sopraelevati diffusi in tutta la Galizia.
L’arrivo a Palas de Rei, il cui nome deriverebbe da un antico palazzo reale visigoto oggi scomparso, segna l’ingresso nella provincia di A Coruña, ultima tappa amministrativa prima del tratto conclusivo verso Santiago de Compostela.
Da vedere: il castro celtico di Castromaior, gli hórreos tradizionali galiziani, il centro storico di Palas de Rei.
Nella prossima puntata
Il cammino entrerà nel suo tratto finale, attraverso Melide, famosa per il polpo alla galiziana, Arzúa e O Pedrouzo, ultima tappa prima dell’attesissimo arrivo a Santiago de Compostela.