Guida all’Italia enogastronomica: il Sud e le isole

Dopo il Centro Italia, continuiamo il nostro viaggio nell’Italia enogastronomica: la nostra terza e ultima tappa è il Sud Italia.

Questo viaggio in tre puntate nell’Italia enogastronomica attraversa tutte e venti le regioni italiane, con una tappa per ognuna: non una classifica, ma una mappa del gusto da seguire a proprio ritmo.

Scendiamo in Sud Italia e nelle isole per l’ultima puntata.

Italia enogastronomica, Molise: Campobasso e i sapori dimenticati

Il Molise è la regione meno conosciuta d’Italia, e proprio per questo custodisce una gastronomia rimasta intatta, lontana dai circuiti del turismo di massa. Campobasso è il punto di partenza per scoprire il caciocavallo podolico, formaggio a pasta filata prodotto con latte di vacche allevate allo stato brado, la ventricina, salume piccante di maiale, e i fusilli al ferro, pasta lavorata a mano attorno a un ferretto.

Il Tintilia del Molise, vitigno autoctono quasi scomparso e poi recuperato, è un vino rosso di grande personalità che merita attenzione.

Campania: Napoli e la pizza patrimonio UNESCO

Napoli è la città del cibo per eccellenza, un luogo dove mangiare per strada è cultura prima ancora che abitudine. La pizza napoletana, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO, si divide in scuole e tradizioni. Gli ingredienti di base, però, restano sempre gli stessi: impasto a lunga lievitazione, forno a legna, pomodoro San Marzano DOP e mozzarella di bufala campana DOP.

Fuori dalla città, il territorio campano offre il limoncello di Sorrento, i vini del Vesuvio e la sfogliatella riccia, dolce da mangiare rigorosamente calda.

Puglia: la Valle d’Itria e la burrata

La Valle d’Itria, con i suoi trulli e i suoi ulivi millenari, è il cuore gastronomico di una Puglia che negli ultimi anni ha conquistato i viaggiatori di tutto il mondo. La burrata di Andria IGP, orecchiette con le cime di rapa, taralli, friselle, fave e cicorie: una cucina povera e genuina diventata un simbolo.

Il Primitivo di Manduria e il Negroamaro sono i vini rossi che accompagnano questa tavola generosa. L’olio extravergine pugliese, prodotto dalle cultivar Coratina e Ogliarola, è tra i migliori d’Italia.

Italia enogastronomica, Basilicata: Matera e i sapori lucani

Matera, Capitale Europea della Cultura nel 2019, ha portato la Basilicata al centro dell’attenzione internazionale anche sotto il profilo gastronomico.

I peperoni cruschi, croccanti e fritti o semplicemente essiccati al sole, sono il simbolo di una cucina essenziale e profonda. Il pane di Matera IGP, fatto con grano duro e cotto nei forni a legna dei Sassi, è un prodotto di straordinaria qualità. L’Aglianico del Vulture DOCG, prodotto sulle pendici del monte Vulture da uve coltivate su suoli vulcanici, è uno dei grandi rossi del Sud Italia.

Calabria: Tropea e la cipolla rossa d’Italia

Tropea è famosa per le sue spiagge, ma chi la conosce davvero sa che il vero protagonista del territorio è la cipolla rossa di Tropea IGP, dolcissima, adatta persino per le marmellate.

La cucina calabrese è una delle più piccanti d’Italia: la ’nduja di Spilinga, salame spalmabile piccantissimo a base di peperoncino, è un prodotto entrato in ogni cucina creativa del mondo. I fileja, pasta artigianale tipica, il pecorino del Poro e il Cirò DOC, uno dei vini rossi più antichi d’Italia, completano un quadro gastronomico sorprendente.

Sicilia: Palermo e lo street food più vivo d’Italia

Palermo ha i mercati storici più vivaci d’Italia: la Vucciria, il Capo, Ballarò. Qui si mangia in piedi, tra banchi di pesce fresco, arancine, pane ca’ meusa, sfincioni e panelle.

La cucina siciliana è un crocevia di civiltà, con influenze arabe, normanne, spagnole che si leggono ancora oggi in preparazioni come il cous cous di pesce di Mazara o la caponata. I vini dell’Etna, nati su suoli lavici, e il Marsala, il primo vino siciliano a essere conosciuto nel mondo, sono due facce opposte e affascinanti di una viticoltura straordinaria.

Italia enogastronomica, Sardegna: la Barbagia e i sapori dell’interno

La Sardegna più autentica non si trova sulla costa ma nell’interno, in Barbagia. Nuoro è il punto di partenza per scoprire il pecorino sardo DOP, il porceddu, maialino da latte cotto allo spiedo su legna di mirto, il pane carasau e i dolci di mandorle come i papassinos.

Il Cannonau di Sardegna DOC, vitigno autoctono forse tra i più antichi d’Europa, è il vino della lunga vita, come dimostrano le statistiche sui centenari della zona. Il liquore di mirto, rosso o bianco, chiude ogni pasto come un rituale senza tempo.


Attraversare l’Italia con il palato aperto significa capire che ogni regione ha una sua grammatica del gusto, impossibile da imitare altrove.

Non esiste una classifica, non esiste una meta migliore in assoluto: esiste il prossimo viaggio, con una forchetta in mano e un calice da riempire.


La parola passa a te: quale sceglieresti, tra tutte quelle che ti abbiamo proposto? Scrivicelo nei commenti!

Lascia un commento