Dopo il Nord Italia, continuiamo il nostro viaggio nell’Italia enogastronomica: la nostra seconda tappa è il Centro Italia.
Questo viaggio in tre puntate nell’Italia enogastronomica attraversa tutte e venti le regioni italiane, con una tappa per ognuna: non una classifica, ma una mappa del gusto da seguire a proprio ritmo. Scendiamo in Centro Italia.
Toscana: Siena e il Chianti, paesaggio da bere
Siena è il punto di accesso ideale al Chianti Classico, uno dei vini italiani più esportati nel mondo. Il territorio attorno alla città, con i suoi borghi medievali, cipressi e vigneti terrazzati, offre un paesaggio che sembra costruito apposta per accompagnare una degustazione.
La cucina senese include il pecorino di Pienza, il lardo di Colonnata, la bistecca fiorentina, i pici cacio e pepe e il panforte, dolce speziato che si trova solo qui. Le cantine del Chianti Classico Gallo Nero sono aperte ai visitatori tutto l’anno.
Umbria: Norcia e il tartufo nero
Norcia è sinonimo di norcineria in tutto il mondo, ed è anche la capitale italiana del tartufo nero pregiato, raccolto nei boschi della Valnerina da novembre a marzo. La città offre una concentrazione straordinaria di salumerie, botteghe di tartufo e ristoranti specializzati dove assaggiare salsicce stagionate, prosciutto di Norcia IGP, lenticchie di Castelluccio e formaggi locali.
Il mercato del Tartufo Nero di Norcia, ogni febbraio, è un appuntamento imperdibile per gli appassionati di gastronomia.
Marche: Ascoli Piceno e la cucina adriatica
Ascoli Piceno è la città delle olive ascolane, il fritto più elegante d’Italia: olive verdi tenere farcite con carne e fritte in pastella, consumate come street food nelle piazze della città. La cucina marchigiana spazia dal brodetto di pesce dell’Adriatico ai vincisgrassi, lasagna locale con ragù arricchito di frattaglie.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Rosso Piceno accompagnano pasti che mostrano una regione ancora poco conosciuta rispetto al suo valore gastronomico reale.
Lazio: Roma e la cucina della tradizione
Roma ha una cucina identitaria e riconoscibilissima, costruita su pochi ingredienti e tecniche precise. Cacio e pepe, carbonara, amatriciana, gricia: quattro ricette con le quali la capitale ha conquistato il mondo, pur restando profondamente radicate nel territorio.
I Castelli Romani, a pochi chilometri dalla città, producono vini bianchi come il Frascati DOC che accompagnano pasti conviviali nella tradizione delle fraschette, le osterie tipiche dei Colli Albani dove si mangia con il vino della casa.
Abruzzo: Sulmona e i sapori del centro
Sulmona è celebre in tutto il mondo per i confetti, ma la sua gastronomia va ben oltre il dolce tradizionale. Gli arrosticini di pecora, cotti lentamente sulla furnacella, sono il simbolo della cucina abruzzese più autentica.
Il territorio offre anche un olio extravergine di qualità elevata, lo zafferano DOP dell’Aquila e il Montepulciano d’Abruzzo, rosso vigoroso che accompagna carni e formaggi pecorini stagionati. I mercatini locali e le sagre di paese sono il modo migliore per entrare in contatto con questa tradizione culinaria ancora genuina.
E tu, quale cucina del Centro Italia preferisci?
Continua a seguirci, almeno fino alla prossima puntata del nostro viaggio nell’Italia enogastronomica: ci sposteremo nel Sud Italia e nelle isole.