In questa seconda puntata andiamo alla scoperta dei parchi più belli da visitare in autunno in Italia.
L’autunno in Italia è sempre una stagione magica, che trasforma i parchi italiani in gallerie a cielo aperto. È la stagione in cui i boschi si svuotano dai visitatori estivi e restituiscono un silenzio che rende ogni camminata più intensa.
Dalle vette alpine alle coste del Cilento, ogni parco custodisce un modo diverso di vivere questo passaggio di stagione. Ecco un itinerario tra i parchi che regalano il meglio di sé in autunno.
Emilia-Romagna e Toscana: il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Tra Emilia-Romagna e Toscana, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi custodisce alcune delle faggete più antiche d’Europa, riconosciute patrimonio UNESCO. In autunno, i boschi intorno a Badia Prataglia e Camaldoli si accendono di rosso e ramato, mentre le prime nebbie mattutine avvolgono i sentieri tra i monasteri storici.
I percorsi verso la Foresta della Lama, tra le più integre della penisola, permettono di osservare i colori autunnali senza incontrare grandi flussi di visitatori. La quiete del parco si accompagna al richiamo dei cervi in amore, udibile nelle prime ore del mattino.
Abruzzo: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Attorno a Pescasseroli, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise regala in autunno paesaggi di grande suggestione, con le faggete che si tingono di colori intensi lungo le valli del Sangro. Il parco, tra i più antichi d’Italia, ospita l’orso bruno marsicano, specie a rischio protetta proprio in questo territorio.
I sentieri della Val Fondillo e della Camosciara, meno battuti rispetto all’estate, offrono l’occasione di osservare la fauna locale in un contesto di grande tranquillità. Le prime nevicate sulle cime più alte, spesso già visibili a novembre, anticipano l’arrivo dell’inverno.
Trentino: il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino
Nel cuore del Trentino, il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino custodisce la Foresta dei Violini, celebre per il legname di risonanza un tempo utilizzato dai liutai per la costruzione di violini pregiati. In autunno, i larici che compongono gran parte del bosco si trasformano in un giallo dorato che contrasta con le pareti dolomitiche delle Pale di San Martino.
I sentieri intorno a Passo Rolle offrono panorami ampi su questo contrasto cromatico, particolarmente evidente nelle prime ore del mattino. Il periodo autunnale coincide anche con il bramito dei cervi, uno degli spettacoli naturalistici più suggestivi del parco.
Valle d’Aosta e Piemonte: il Parco Nazionale del Gran Paradiso
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia, si estende tra Valle d’Aosta e Piemonte e offre in autunno paesaggi di alta quota dominati dai colori dei larici e dei mirtilli selvatici. Le valli di Cogne e Valsavarenche restano tra i punti di osservazione privilegiati per gli stambecchi, simbolo del parco fin dalla sua istituzione nel 1922.
I sentieri, liberi dalla neve ma già segnati dal freddo, permettono escursioni con una luce particolarmente limpida. Il centro visite di Cogne propone percorsi guidati dedicati proprio all’osservazione della fauna in questo periodo dell’anno.
Marche e Umbria: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Tra Marche e Umbria, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini regala in autunno paesaggi che uniscono i colori dei boschi di faggio alle rocce calcaree delle vette più alte, come il Monte Vettore. I borghi di Castelluccio di Norcia e Visso, ancora segnati dal terremoto del 2016, custodiscono un paesaggio in fase di rinascita, con sentieri che permettono di osservare da vicino la resilienza del territorio.
Le gole dell’Infernaccio, tra le più suggestive dell’Appennino centrale, offrono in questa stagione un percorso tra pareti rocciose e cascate. L’autunno porta anche i primi tartufi neri, prodotto tipico della zona.
Calabria e Basilicata: il Parco Nazionale del Pollino
Il Parco Nazionale del Pollino, il più esteso d’Italia, si estende tra Calabria e Basilicata e custodisce i pini loricati, alberi millenari che crescono solo su questo massiccio. In autunno, i boschi di faggio che circondano le vette assumono colori intensi, mentre le gole del Raganello, tra le più profonde d’Europa, regalano percorsi di trekking spettacolari.
I borghi arbëreshë della zona, fondati da comunità di origine albanese, mantengono tradizioni culinarie legate ai prodotti autunnali come funghi e castagne. Il parco, meno conosciuto rispetto ad altre aree protette italiane, conserva un carattere ancora selvaggio.
Lazio: i Castelli Romani e il lago di Nemi
Nei Castelli Romani, a pochi chilometri da Roma, il Parco Regionale dei Castelli Romani offre in autunno un paesaggio di crateri vulcanici e boschi di castagno che si tingono di colori intensi. Il lago di Nemi, incastonato tra le colline, regala uno dei panorami più suggestivi della zona, soprattutto nelle giornate terse tipiche di questo periodo.
I borghi di Nemi e Rocca di Papa, meno affollati rispetto all’estate, propongono sagre dedicate alla castagna e ai funghi porcini. I sentieri che circondano i due laghi craterici di Albano e Nemi permettono passeggiate tranquille a breve distanza dalla capitale.
Lombardia: il Parco di Monza
A pochi chilometri da Milano, il Parco di Monza, uno dei parchi cintati più grandi d’Europa, offre in autunno un paesaggio che unisce grandi prati, boschi secolari e ville storiche come la Villa Reale. I viali alberati che attraversano il parco si tingono di giallo e arancio, con scorci fotografici particolarmente amati dai visitatori locali.
Il parco, che ospita anche l’autodromo, mantiene comunque ampie zone dedicate alla natura, lontane dal circuito. Le passeggiate lungo il fiume Lambro, che attraversa il parco per diversi chilometri, regalano un’atmosfera quieta perfetta per le giornate autunnali.
Campania: il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Nel sud della Campania, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni offre in autunno un paesaggio ancora mite, che unisce le montagne dell’entroterra alla costa tirrenica. I boschi di castagno, coltivati da secoli dalle comunità locali, propongono in questo periodo la raccolta che anima le sagre di paesi come Roccadaspide e Serino.
Le grotte di Castelcivita e Pertosa, visitabili tutto l’anno, offrono un’alternativa alle escursioni all’aperto nelle giornate più instabili. Il parco, patrimonio UNESCO insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia, custodisce un equilibrio raro tra natura e storia.